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Il ministro della difesa della Serbia e Montenegro, Prvoslav Davinic, ha esposto agli ambasciatori dei paesi membri della NATO a Belgrado la risoluzione sulle riforme delle forze armare dell’unione degli stati e gli altri piani del governo in questo settore.

Davinic ha valutato che l’[adesione della Serbia e Montenegro al programma Partnership per la pace e alle altre organizzazioni europee e regionali significherebbe il rafforzamento della sicurezza nell’Europa sud-orientale.


Per la Serbia e Montenegro non è possibile un progresso significativo sulla strada verso le integrazioni europee senza la completa collaborazione con il Tribunale dell’Aia, ha dichiarato il premier serbo, Vojislav Kostunica.

Mettendo in rilievo che bisogna trovare una soluzione nella comunicazione con il Tribunale dell’Aia, con l’Unione Europea e con gli Stati Uniti, Kostunica ha sottolineato che è possibile progredire in questo senso soltanto dopo le elezioni presidenziali in Serbia, annunciate per il 13 giugno. Egli ha dichiarato che la collaborazione con il Tribunale dell’Aia dovrebbe essere bilaterale, che comprende un ingaggio più attivo del governo di Belgrado e, allo stesso tempo, la prontezza dell’Aia di consegnare alcuni processi ai tribunali serbi ed a lasciare il libertà provvisoria gli accusati che hanno le garanzie dello stato. Kostunica ha valutato che la collaborazione con il Tribunale è difficile per il fatto che i leader degli albanesi kosovari hanno la quasi completa amnistia dalla responsabilità per i crimini di guerra.


Il vice presidente del governo serbo, Mioroljub Labus, ha dichiarato, dopo la visita alla Germania, che la posizione dei funzionari tedeschi sulla questione kosovara è molto vicina alla posizione della Serbia e Montenegro sull’autonomia regionale del Kosovo.

I funzionari di Berlino ritengono che eliminare gli ostacoli nella piena collaborazione con il Tribunale dell’Aia rappresenta il presupposto per le integrazioni europee della Serbia e Montenegro, ha detto Labus dopo l’incontro con il direttore politico del Ministero degli esteri tedesco, Michael Scheffer, e con il vice capo della diplomazia, Klaus Schariot. Labus ha inoltre valutato che la Germania sarebbe soddisfatta se nel secondo girone delle elezioni presidenziali, le forze democratiche della Serbia avrebbero un candidato. Il vice presidente del governo serbo si è incontrato ieri con il capo della diplomazia tedesca, Joscha Fischer, e con il presidente dell’Unione democristiana, Angel Merkel.


Il Tribunale dell’Aia ha chiesto a Slobodan Milosevic di comporre, entro 14 giorni, la lista dei testimoni che desidera chiamare durante il processo di difesa, visto che egli ha menzionato soltanto i loro pseudonimi. Nel mandato del Consiglio del tribunale viene messo in rilievo che sulla lista segreta con mille 631 testimoni potenziali della difesa, presentata da Milosevic il 13 aprile, è nominato soltanto un piccolo numero di essi, cosa necessaria affinché la procura e l’amicus curie possano preparasi per l’interrogatorio incrociato. L’eccezione sono i testimoni per cui la difesa ha richiesto speciali misure di protezione o di tenere segreta la loro identità.


La Commissione internazionale per le persone scomparse ha annunciato che allargherà le proprie attività sull’identificazione degli scomparsi durante le guerre sul territorio dell’ex Jugoslavia raccogliendo i campioni di sangue dei loro famigliari che vivono nei paesi dell’Unione Europa. Visto che il maggior numero dei famiglie delle persone scomparse si trova al momento in Germania, in Austria e in Svezia, gli esperiti della commissione visiteranno, verso la fine di giugno, questi paesi e raccoglieranno i campioni di sangue per l’analisi del DNA, ha dichiarato a Belgrado il direttore dell’ufficio per le iniziative civili della Commissione internazionale per le persone scomparse, Asta Zimbo. Secondo la valutazione della commissione, durante la guerra sul territorio dell’ex Jugoslavia sono scomparse circa 40 mila persone, di cui 25 mila non sono state ancora trovate. Il presidente della Commissione per le persone scomparse del Consiglio dei ministri della Serbia e Montenegro, Gvozden Gagic, ha messo in rilievo la prontezza della commissione statale di aiutare la Commissione internazionale nel tentativo di scoprire il destino degli scomparsi.


L’ex leader della Repubblica Srpska Krajina, Milan Babic, si è presentato come testimone dell’accusa nel processo contro l’ex alto funzionario della Repubblica Srpska, Momcilo Krajisnik, accusato di genocidio in Bosnia ed Erzegovina, ma la sua testimonianza non è stata resa pubblica. Si prevede che la testimonianza di Babic durerà un paio di giorni, visto che i procuratori del tribunale hanno presentato la sua dichiarazione scritta su mille pagine. Il Tribunale dell’Aia ha rimandato il pronunciare della sentenza a Babic, annunciata per il 7 giugno, comunica il servizio informativo del Tribunale. Babic si è dichiarato colpevole il 27 gennaio di quest’anno all’Aia per la persecuzione dei croati al livello politico, razzistico e religioso.


I membri della delegazione permanente del parlamento della Serbia e Montenegro nell’Assemblea parlamentare della NATO, che hanno partecipato alla sessione primaverile di quest’organo a Bratislava, hanno valutato che la comunità internazionale ha cominciato a cambiare la propria posizione verso il Kosovo. La situazione in Kosovo ha occupato un posto particolare durante il dibattito sulla situazione nei Balcani e i partecipanti della riunione hanno valutato che la pulizia etnica dei serbi nella regione sia inaccettabile ed hanno chiesto all’Europa di dedicare una maggiore attenzione a questo problema, ha dichiarato il capo della delegazione della Serbia e Montenegro, Aleksandar Pravdic. Un gran numero di delegazioni dei paesi membri della NATO si sono impegnati, durante il dibattito e durante l’incontro con la delegazione della Serbia e Montenegro, per l’adesione dell’unione degli stati al programma Partnership per la pace, viene riportato nel comunicato del servizio informativo presso il parlamento della Serbia e Montenegro.


L’Accordo sulla successione dell’ex Repubblica Federale Jugoslava con cui 5 paesi ereditieri hanno diviso i beni del paese comune, domani entrerà in vigore ufficialmente, quasi tre anni dopo che l’accordo è stato firmato. L’Accordo sta per entrare in vigore poiché scade il termine di 30 giorni da quando anche l’ultimo dei cinque paesi ereditieri, Croazia, ha avvisato le Nazioni Unite sulla sua ratifica. Come modello dell’accordo sulla divisione è stata usata la chiave del Fondo monetario internazionale, secondo cui sono stati suddivisi anche i debiti dell’ex Repubblica Federale Jugoslava. Secondo questo modello, la Serbia e Montenegro ha ottenuto il 36,5%, la Croazia il 28,5%, la Slovenia il 16,4%, la Bosnia ed Erzegovina il 13,2%, mentre la Macedonia il 5,4% dei beni dell’ex Jugoslavia.


L’uscente capo dell’UNMIK, Harri Holkery, ha prolungato per un altro anno il mandato dell’ombudsman, Marek Antoni Navicki. Holkery ha preso questa decisione in conformità alla Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza e al Regolamento dell’UNMIK sulla formazione dell’istituzione Ombudsman del Kosovo, viene riportato nel comunicato del servizio informativo di Novicki. Il legale polacco è stato nominato a quest’incarico quattro anni fa dall’allora capo dell’UNMIK, Bernar Kusner.


Il procuratore generale del Tribunale dell’Aia, Carla del Ponte, ha dichiarato a Sarajevo che questo tribunale intenterà entro l’anno altre 5 accuse per i crimini di guerra contro i cittadini dell’ex Jugoslavia. Dopo l’incontro con il presidente del Consiglio dei ministri della Bosnia ed Erzegovina, Adnan Terzic, la Del Ponte ha dichiarato, alla conferenza stampa, che si tratta di persone di tutte le comunità etniche: albanesi, serbi, mussulmani ed altri. Il procuratore generale ha messo in rilievo che la Bosnia è capace di adempiere a determinati obblighi in merito all’arresto degli accusati per i crimini di guerra e che adesso è il momento giusto per raggiungere dei risultati concreti. Una delle priorità, secondo essa, è l’arresto di Radovan Karadzic e Ratko Mladic.


Il coordinatore speciale del Patto per la stabilità dell’Europa sud-orientale, Erhard Busek, ha dichiarato a Belgrado che i tribunali nella Serbia e Montenegro dovrebbero funzionare in modo più efficace perché questo è di grande importanza per gli investimenti stranieri. Se non c’è sicurezza nell’ambito giuridico, la comunità internazionale d’affari non sarà pronta ad investire nella Serbia e Montenegro, ha detto Busek dopo l’incontro con il ministro della giustizia serbo, Zoran Stojkovic. I due funzionari ha comunicato che è stato raggiunto l’accordo sulla collaborazione regionale nell’ambito della lotta contro la criminalità organizzata, il traffico di persone, il riciclaggio di denaro, il terrorismo, la corruzione e gli altri atti criminali.


Il procuratore internazionale del Tribunale circondariale a Pec ha prolungato il periodo di detenzione ai capi dell’Associazione dei veterani della guerra, cosiddetta UCK, Nexhni Ljaqi e Naser Satri, per il sospetto di aver organizzato la violenza nel mese di marzo nella parte occidentale del Kosovo, hanno riportato, in lingua albanese, i media elettronici di Pristina. La KFOR e la polizia delle Nazioni Unite hanno arrestato quasi 300 persone per il sospetto di essere immischiate nella violenza contro i serbi avvenuta il 17 e il 18 marzo.


L’UNMIK e la KFOR stanno aiutando in Kosovo nei preparativi delle elezioni per il presidente della Serbia, ma questa volta non assicureranno i seggi elettorali, ma aiuteranno soltanto nella distribuzione del materiale elettorale, ha confermato all’agenzia TANJUG il servizio informativo dell’amministrazione internazionale a Pristina. A differenza della missione delle Nazioni Unite, la missione dell’OSCE non prenderà parte ai preparativi per le elezioni presidenziali, ha confermato alla stessa agenzia il portavoce della missione dell’OSCE a Pristina, Sven Lindholm. Egli ha dichiarato che l’OSCE si sta occupando dei preparativi per le elezioni locali in Kosovo, annunciate per il 24 ottobre, di cui organizzazione si occuperanno, per la prima volta, gli organi al livello locale.


Il premier serbo, Vojislav Kostunica, partirà oggi in visita alla Russia dove si incontrerà, sull’iniziativa del Cremlino, con il presidente russo, Vladimir Putin. Si prevede che essi discuteranno su diversi temi e per Belgrado, come ha dichiarato Kostunica, è particolarmente importante il supporto della Russia e del suo presidente alle stabili e funzionanti istituzioni dell’unione degli stati della Serbia e Montenegro. Kostunica ha annunciato che esporrà a Putin anche il piano del governo serbo per il Kosovo.


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