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Il presidente del Montenegro, Filip Vujanovic ha invitato oggi l’ambasciatore dell’Austria a Belgrado, Hannes Porrias a sollecitare gli investitori austriaci a fare investimenti nel Montenegro, è stato comunicato dal Gabinetto di Vujanovic. Il diplomatico austriaco ha espresso la speranza che l’ambiente normativo, economico e politico nel Montenegro sarà stimolativo per gli investitori ed ha indicato che alcune grandi compagnie turistiche dall’Austria sono interessate a fare gli investimenti nel Montenegro.

L’ambasciatore austriaco Hannes Porrias si è incontrato oggi a Podgorica anche con il premier montenegrino Milo Djukanovic. Porrias è stato informato delle attività del Governo montenegrino riguardo la realizzazione del programma delle riforme, è stato comunicato dal gabinetto del premier Djukanovic.


Il presidente della Serbia e Montenegro Svetozar Marovic e il presidente della Croazia Stjepan Mesic, nell’incontro a Parigi, hanno concluso che all’imminente vertice di Salonicco sia necessario un approccio comune dei paesi dei Balcani occidentali ai fini di una più veloce adesione all’Unione Europea. Marovic e Mesic hanno parlato anche del processo di liberalizzazione del regime dei visti, del rientro dei profughi, della collaborazione economica nonchè di altre questioni di importanza bilaterale e regionale.


I rappresentanti della Commissione Europea e la delegazione della Serbia e Montenegro hanno concluso alla riunione a Belgrado che sia fatto un passo in avanti nelle parti chiave del Piano d’azione sull’armonizzazione dei rapporti economici dei due stati e che non esistono piu’ questioni controverse, ha dichiarato all’agenzia BETA il vicepresidente del Governo della Serbia Cedomir Jovanovic. Resta da conformare alcuni dettagli tecnici, con cui saranno create le condizioni per l’elaborazione dello studio di fattibilità per le trattative sulla conclusione dell’accordo di stabilizzazione e associazione della Comunità di Stati all’Unione europea, ai primi di luglio, ha detto Jovanovic.


A Salonicco questa sera, con la solenne cerimonia, è incominciato il vertice dell’Unione Europea. I leader dei paesi dell’Unione, dopo la cena ufficiale, discutono della politica di questa istituzione europea verso gli asilanti. Per la seconda giornata del vertice è prevista la discussione sulla bozza della Costituzione dell’Unione europea , mentre sabato i leader dei paesi dell’UE parleranno con i capi degli stati e premier dei paesi dei Balcani occidentali sulle prospettive per una piu’ veloce entrata nell’Unione. Nella comune Dichiarazione che dovrebbe essere adottata viene detto che i paesi dei Balcani occidentali faranno parte integrativa dell’Unione Europea, con la raccomandazione che questi paesi approfittino dell’espansione dell’Unione per prendere le strade delle riforme e avvicinarsi in questo modo alle integrazioni europee.


I capi di diplomazia della Serbia e Montenegro e Slovacchia, e rispettivamente Goran Svilanovic e Eduard Kukan, hanno firmato a Belgrado l’Accordo di cooperazione e sviluppo nell’importo di 1,3 milioni di Euro che la Slovacchia da nuovo membro dell’Organizzazione per la collaborazione economica e sviluppo (OECD)concede ai paesi prioritari. L’accordo rappresenta la conferma dei buoni rapporti bilaterali, ha detto il ministro Kukan dicendo che attende che con esso sarà assicurata la collaborazione tra i due paesi. Il Ministro Svilanovic ha detto che con Kukan ha parlato anche dell’imminente vertice dell’Unione Europea e dei paesi dei Balcani occidentali.

Nei colloqui con Boris Tadic, ministro della difesa della Serbia e Montenegro Kukan ha indicato che la Slovacchia appoggia le riforme dell’esercito e l’entrata del paese nel programma della NATO Partnership per la pace.


La Comunità di stati della Serbia e Montenegro deve armonizzare ulteriormente i rapporti economici affinchè la Comunità possa aderire all’Organizzazione Commerciale Mondiale ha dichiarato a Belgrado il consigliere di questa organizzazione Allan Sheen. Senza l’ammissione in questa organizzazione sarà impossibile alla Serbia e Montenegro entrare a far parte dell’Unione Europea, ha detto Sheen indicando che l’armonizzazione dei sistemi economici offre garanzie che gli accordi dell’organizzazione mondiale saranno applicati in entrambi gli stati.


Goran Svilanovic, ministro degli esteri della Serbia e Montenegro ha consegnato la lettera al coordinatore della NATO per la Serbia e Montenegro, l’ambasciatore della Gran Bretagna Charles Crawford con la richiesta ufficiale per l’ammissione della Comunità di stati nel Partnership per la pace. Svilanovic ha rilevato che l’adesione della Serbia e Montenegro a questo programma indubbiamente contribuirebbe al proseguimento delle globali riforme sociali. La Comunità di stati è pronta a dare il suo contributo nella realizzazione degli obiettivi del Programma della NATO, particolarmente nella lotta contro la criminalità organizzata, in collaborazione con i paesi della regione. Allo stesso tempo la Comunità di stati è pronta ad adempiere tutte le richieste internazionali, compresa la collaborazione con il tribunale dell’Aja.


La dichiarazione comune del Vertice dell’Unione Europea e dei Balcani occidentali, che dovrebbe essere adottata il 21 giugno a Salonicco, dovrebbe riaffermare i principi sui quali viene basato il processo d’integrazione dei paesi dei Balcani Occidentali nell’Unione Europea, compresa la Serbia e Montenegro, ha dichiarato Jelica Minic, vice-ministro degli esteri della Serbia e Montenegro.


La Deutche Banca è interessata a dare il sostegno alla Serbia e Montenegro non solo con crediti, prestiti e investimenti, ma anche con una catena di trasmissione tra i suoi clienti e la Comunità di stati, ha detto il direttore della Deutche Banca, Wolfgang Walter al presidente del parlamento della Serbia e Montenegro, Dragoljub Micunovic. Micunovic ha riconfermato all’ospite che la Comunità di stati è decisamente orientata verso i processi d’integrazione e che ha legato il proprio destino a quello dell’Europa.


Il capo della Missione civile dell’ONU in Kosovo, Michael Steiner ha valutato che entro la fine di questo anno non sarà avviato il processo di soluzione dello status finale del Kosovo, ed ha detto che condivide la preoccupazione degli esponenti statali di Belgrado, che all’imminente vertice dell’Unione Europea a Salonicco, gli Europei non intraprenderanno passi sufficientemente coraggiosi verso i Balcani. Nel colloquio con i giornalisti, Steiner ha detto che la questione dello status finale del Kosovo è artificiale e che prima si dovrebbe prendere in esame come e di che cosa vive la popolazione e come funziona la società. Steiner ha rigettato la possibilità che in Kosovo venga applicato il modello di Bosnia ed Erzegovina, secondo il quale questa ex entità jugoslava è stata suddivisa in due parti.


Il presidente della Comunità di stati della Serbia e Montenegro, Svetozar Marovic, si troverà a capo della delegazione che domani e sabato parteciperà al vertice dell’Unione Europea a Salonicco, dedicata ai Balcani Occidentali. Da membri della delegazione ci saranno anche il ministro degli esteri della Serbia e Montenegro, Goran Svilanovic, il presidente del Governo montenegrino, Milo Djukanovic e il presidente del Governo serbo, Zoran Zivkovic, è stato comunicato oggi dal gabinetto del presidente serbo-montenegrino.


Nell’ospedale a Kosovo Polje, che finora veniva gestito dalle forze del contingente russo della KFOR, oggi è avvenuto uno scontro tra i medici serbi e gli appartenenti alla Missione civile dell’ONU e membri della polizia del Kosovo. I soldati russi che oggi ufficialmente hanno abbandonato il Kosovo, hanno lasciato che i medici serbi della casa di salute a Kosovo Polje si occupino dei pazienti, che in questo momento sono in 35. I rappresentanti della Missione civile e della Polizia del Kosovo verso le ore 13 hanno chiesto che tutti escano dall’edificio. Dato che questo non è stato fatto, hanno usato i lacrimogeni e nell’incidente dieci medici sono stati lievemente feriti. I rappresentanti della polizia delle Nazioni Unite e i medici serbi, dopo questi scontri, hanno raggiunto l’accordo che rimangano i medici serbi a curare i pazienti, mentre il problema relativo all’edificio sarebbe risolto tra i rappresentanti della Missione civile e il Ministero della sanità della Serbia.


RASSEGNA STAMPA

I media nazionali oggi dedicano la maggior attenzione alle reazioni relative alla visita del presidente della Serbia e Montenegro, Svetozar Marovic a Parigi e ai colloqui avuti con il presidente francese Jacques Chirac. Di questo e di altre attualità vi parliamo nell’odierna RASSEGNA STAMPA.

PARIGI AIUTERA’ CHE VENGA SOLLECITATO IL PROCESSO DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA DELLA SERBIA E MONTENEGRO, è il titolo in cui il quotidiano POLITIKA informa dei colloqui nel Palazzo Eliseo. Il giornale mette in particolare rilievo la valutazione del presidente Marovic che la Serbia e Montenegro, dopo il vertice di Salonicco dell’Unione Europea e dei Balcani occidentali sarà di un passo più vicina al suo obiettivo, cioè che in quattro, cinque anni si trovi davanti alle porte dell’Unione Europea, e che in questo conta sull’aiuto della Francia.

Dopo il vertice di Salonicco, al quale la Francia da nostro amico, sosterrà le posizioni della più veloce ammissione della Serbia e Montenegro nelle integrazioni europee, saremo presenti anche in altri processi europei, ha detto Marovic dopo i colloqui con Chirac. Valutando i colloqui avuti col presidente francese da importanti e fruttuosi, Marovic ha detto di attendere che essi contribuiscano al miglioramento dei rapporti bilaterali e della collaborazione economica.

Il vertice di Salonicco è il tema di cui scrive il giornale DANAS, che riporta anche la dichiarazione di Nebojsa Covic, presidente del Centro di coordinamento per il Kosovo, che il dialogo tra Belgrado e Pristina non dovrebbe incominciare a Salonicco, come si augura la delegazione albanese, bensì dopo il convegno.

Secondo lui, si dovrebbe aspettare l’arrivo del nuovo rappresentante speciale del segretario generale dell’ONU, poichè ciò potrebbe essere una nuova fase in cui si aprirà la discussione sulle questioni di massima importanza, come la sicurezza, la libertà di circolazione e il ritorno degli sfollati e profughi in Kosovo. Rispondendo alle critiche in merito alla soluzione dei problemi in Kosovo, Covic ha rammentato che la Serbia e Montenegro, come l’ex Jugoslavia, ha la strategia di implementare la Risoluzione 1244 dell’ONU. Egli ha aggiunto che nessuna soluzione della crisi ancora non è terminata nè è definitiva, ma che ogni errore in Kosovo sicuramente si rifletterà anche nei paesi vicini, Bosnia ed Erzegovina e Macedonia, e in tutta la regione.

Da uno dei problemi regionali di maggior importanza di cui si dovrebbe parlare al vertice dell’Unione Europea, è la questione di circa 700 mila sfollati che si trovano in Serbia, ha detto Covic. Egli ha precisato che nella Serbia centrale ci sono circa 250 mila internamente sfollati, profughi dal Kosovo.

L’impossibilità del loro ritorno in Kosovo rappresenta un grosso problema per la stabilità nella regione, ma lo stato da solo non lo può risolvere - lo può fare solo con l’aiuto della comunità internazionale. Il problema degli sfollati dal Kosovo non può andare avanti all’infinito, per non arrivare nella stessa situazione come con i profughi dalla Croazia, che nemmeno dopo 8 anni non sono riusciti a realizzare il diritto al ritorno e alla restituzione dei loro beni, ha concluso Covic, e riporta il giornale DANAS.


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